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Il futuro del turismo dopo il Coronavirus

L’arrivo del Coronavirus ha stravolto il nostro modo di vivere: dalle piccole cose come un caffè al bar con un amico, i pranzi in famiglia, una passeggiata per negozi, una pizza in compagnia, fino ai viaggi, siano essi piccole gite fuori porta oppure il sogno di una vita.

Il settore dei viaggi è quello che ha subito di più l’effetto devastante della pandemia. Il lockdown necessario per arginare la diffusione del Coronavirus ha imposto la chiusura di numerose attività, tra cui quelle connesse con il turismo.

Gli interrogativi che ci poniamo sono tanti, specie per chi ha sempre lavorato in questo settore e conosce le ricadute positive che esso ha sull’economia.

Come fare per ripartire?

Innanzitutto è necessario limitare i danni per quanto sia possibile. La strategia migliore è esserci, anche se virtualmente. Mostrare vicinanza emotiva in un periodo in cui tutti ci sentiamo preoccupati e angosciati è un ottimo modo per coltivare i rapporti con i clienti abituali e potenziali.

Si può prendere spunto dalle numerose campagne di comunicazione messe in atto dagli enti del turismo in giro per il mondo. Esse con creatività ed empatia permettono agli utenti di viaggiare digitalmente dal divano di casa, veicolando messaggi di speranza e responsabilità.

È molto probabile che finché non sarà disponibile una cura efficace e un vaccino per il Covid-19 i viaggi resteranno un sogno, specialmente quelli a lungo raggio.

Dopo questa esperienza saremo tutti un po’ cambiati e inizieremo a guardare con occhi diversi molti aspetti della vita, tra cui il modo di viaggiare.

Quali sono i punti su cui riflettere?

  1. Avremo bisogno di sicurezza, quindi la garanzia di igiene e la sanificazione dei locali saranno un must.
  2. Non potendo andare molto lontano per evadere dalla routine, inizieremo a frequentare luoghi “vicino casa”.
  3. Avendo il timore dei luoghi affollati, andremo alla ricerca di destinazioni poco frequentate, come siti naturalistici, piccoli borghi.
  4. Prima di prenotare, controlleremo se nella zona sono presenti ospedali specializzati nella diagnosi e nel trattamento del Covid-19, al fine di assicurarci le eventuali cure necessarie.

Tenere a mente questi elementi è importante per chi si occupa di turismo. Abbiamo tutto il tempo di elaborare una strategia da implementare quando l’emergenza sarà finita, guardando anche alle best practices messe in atto da altre destinazioni.

Nel frattempo possiamo tenere compagnia agli utenti on line non rinunciando alla voglia di sognare, proponendo itinerari virtuali e rassicurando sulle misure di sicurezza che verranno adottate in futuro per salvaguardare la salute.

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